Il racconto
Un anno come il 2020 non può lasciare traccia
solo negli ospedali, nei cimiteri e negli articoli di
giornale, deve rimanere indelebile nel cuore di
ciascuno perché al mondo ci siano ancora farfalle.
Queste riflessioni non hanno certo la pretesa
di essere annoverate tra i libri, ma vogliono essere il
racconto di un viaggio in mezzo alla tempesta, che
oggi ancora imperversa sulla vita di tutti, ma che
lascia sperare che un raggio di sole stia per
squarciare quelle nuvole in mezzo alle quali
navighiamo ormai da troppo tempo.
Questi pensieri vogliono essere un omaggio a
tutti i miei colleghi, che sono rimasti vittime della
tempesta nel gesto più alto che si possa compiere:
dare la propria vita per gli altri.